Performance poetico-musicale in dedica ad Anna Maria Ortese
Arianna Lanci ideazione, testi, voce, clavisimbalum, field recording, immagini
Roberta Gottardi clarinetti
Luigi Pizzaleo musiche originali
Jacopo Benzi regia audio e video
2026
“Io sono dalla parte di quanti credono nell’assoluta santità di un albero e di una bestia, nel diritto dell’albero, della bestia, di vivere serenamente, rispettati, tutto il loro tempo.” (Anna Maria Ortese)
Un tempo come di sogno, il tempo del racconto. Il racconto di una quotidiana relazione con le “piccole persone”.
Un mondo che vive- come vivono i suoni, come vive il respiro. Un mondo invisibile- dove la magia si fa miracolo. Un miracolo da difendere.
Due soli corpi in scena, il solo soffio- della voce e dei clarinetti. Parole soffici dentro una musica che cammina, tra le immagini e le riprese della Natura tutta attorno, tra il cielo e la terra.
Una performance sfacciatamente intima, che dialoga con le parole della scrittrice Anna Maria Ortese, e con le voci degli uccelli, vicinissimi e lontanissimi.
Dare fiato alla meraviglia, alla sofferenza, alla gioia, all’amore infinito. Dare voce a qualcosa di molto profondo, di molto piccolo, di molto vero.
Un grande Pino d’Aleppo centenario abbattuto, un giovane Cormorano solitario, la nostalgia del canto e l’istante in cui chiude gli occhi il pettirosso.
Una domanda a fare da filo: cosa è lontano, cosa è vicino?
Vicino, vicinissimo
solo pochi passi
muovermi di soli
pochi passi
Vicino, vicinissimo
come ascoltare
come la cura
Difendere
sempre
custodire
sempre
benedire
sempre
Ogni più piccola
goccia
di anima,
ogni più piccolo
respiro.
Ogni più piccola fonte
di meraviglia:
la nostra comune
fragile sostanza








